"Datemi due bombardieri e curerò il mondo": il messaggio attualissimo di Raoul Follereau

Venerdì al teatro Astra lo spettacolo con la voce di Luca Violini

Data :

19 marzo 2025

"Datemi due bombardieri e curerò il mondo": il messaggio attualissimo di Raoul Follereau
Municipium

Descrizione

«Datemi due bombardieri. Con il loro costo curerò tutti i malati di lebbra». Il messaggio di un testimone di pace come Raoul Follereau (1903-1977) risuona ancor oggi in tutta la sua attualità e potenza. Il provocatorio appello  lanciato a metà del secolo scorso contro le spese militari e la corsa agli armamenti a discapito della sanità e, nel caso specifico, del contrasto alla malattia di Hansen rappresenta l’incipit dello spettacolo di RadioTeatro dedicato al ‘santo dei lebbrosi’. La vita, l’impegno, le battaglie civili a favore degli ultimi e dei più deboli del giornalista, filantropo, poeta e saggista francese viene ripercorsa venerdì al teatro Astra (ore 21:00, ingresso 15 €, info: 0717822987 - 3205623974). Un’iniziativa sostenuta da Comune, Lions Club Ancona Host, Lions Club Castelfidardo Riviera del Conero e Pro Loco il cui incasso verrà devoluto all’omonimo gruppo “R. Follereau” di Castelfidardo, il cui operato è ispirato proprio a questa grande uomo. Per la prima volta nelle Marche dopo il debutto a Trieste del luglio scorso, il testo a firma di Paolo Logli, viene consegnato alla voce di Luca Violini che ne interpreta i contenuti con pathos e partecipazione. Non c’è parola, in questo intenso percorso attraverso il pensiero e la visione del mondo dell’apostolo dei lebbrosi, che non sia tratta da quelle pronunciate e lasciate in eredità all’umanità dallo stesso Follereau.

Ultimo aggiornamento: 19 marzo 2025, 12:01

Quanto sono chiare le informazioni su questa pagina?

Grazie, il tuo parere ci aiuterà a migliorare il servizio!

Quali sono stati gli aspetti che hai preferito?

1/2

Dove hai incontrato le maggiori difficoltà?

1/2

Vuoi aggiungere altri dettagli?
2/2
Inserire massimo 200 caratteri
È necessario verificare che tu non sia un robot